Guardia Costiera: salvare vite in mare - Elicotteri

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La Guardia Costiera italiana svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia della vita umana in mare. Con un'area di competenza che si estende per 500.000 km² e oltre 8.000 km di coste, una delle sue missioni principali è garantire un servizio di ricerca e soccorso (SAR) operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, grazie a una flotta di 16 elicotteri AW139. La Base Aeromobili della Guardia Costiera di Catania, in Sicilia, è in prima linea nello svolgimento di queste operazioni SAR.

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“Non sappiamo quale sarà la prossima chiamata né quando arriverà, ma dobbiamo essere sempre pronti.” Con queste parole Andrea Messina, pilota della Guardia Costiera, riassume l'approccio richiesto per svolgere operazioni marittime di ricerca e soccorso in elicottero: essere preparati a qualsiasi evenienza.

Le missioni che gli equipaggi della Guardia Costiera si trovano ad affrontare sono estremamente varie, ma alcuni interventi restano impressi più di altri. È il caso della richiesta di evacuazione d'urgenza di una donna incinta a bordo di una nave, il cui bambino non ancora nato era in grave pericolo e non sarebbe sopravvissuto senza un tempestivo intervento medico. “Situazioni come questa ci ricordano quanto sia importante il nostro lavoro. Il nostro compito è aiutare chi si trova in difficoltà proprio nel momento di maggiore vulnerabilità.”

 

Copertura geografica

La Base Aeromobili di Catania, sulla costa orientale della Sicilia, è una delle quattro basi strategicamente distribuite sul territorio nazionale che costituiscono il fulcro delle operazioni aeree della Guardia Costiera. Le altre si trovano a Sarzana, in Liguria, a Pescara, sulla costa adriatica, e a Cagliari, in Sardegna.

La flotta di AW139 ‘Nemo’ opera insieme agli altri assetti aerei della Guardia Costiera, tra cui gli ATR42 da pattugliamento marittimo e i Piaggio P180 Avanti II.
Da Catania, gli equipaggi degli AW139 coprono l'intero territorio siciliano e possono intervenire fino alla Campania. La base è inoltre responsabile delle isole Pelagie, inclusa Lampedusa, il punto più meridionale d'Italia. Situata tra Malta e la Tunisia, l'isola rappresenta uno dei principali punti di approdo dei migranti che affrontano la pericolosa traversata del Mar Mediterraneo dal Nord Africa verso l'Europa.

“Nove chiamate su dieci che riceviamo riguardano missioni di ricerca e soccorso”, spiega Giuseppe Zecca, anch'egli pilota di AW139. “Svolgiamo però anche altre attività, come la polizia marittima, il contrasto alla pesca illegale, la tutela dell'ambiente marino e la sicurezza della navigazione nelle acque italiane. Tuttavia, la nostra missione principale resta il SAR.”

 

Come intervengono gli equipaggi

Le chiamate di emergenza vengono inizialmente gestite dall'International Maritime Coordination Centre di Roma e successivamente inoltrate alla base aerea più idonea. “Interveniamo in ogni tipo di situazione”, spiega Zecca. “Può trattarsi di una persona in mare, di un'imbarcazione capovolta oppure di qualcuno colto da un grave malore a bordo di una nave.”

Per ogni missione SAR, l'equipaggio dell'AW139 è composto da due piloti, un operatore di bordo/verricellista e un aerosoccorritore. A seconda della natura dell'emergenza sanitaria, l'equipaggio, composto da quattro persone, può essere integrato anche da un medico.

Durante la nostra visita alla base, il tempo è sereno e il mare relativamente calmo. Ma non è sempre così. “Le condizioni meteorologiche rappresentano la nostra principale sfida operativa, insieme alle lunghe distanze che dobbiamo percorrere in volo”, spiega Zecca. “La complessità delle operazioni SAR in mare aumenta notevolmente in presenza di condizioni meteorologiche avverse, come tempeste, scarsa visibilità o mare molto mosso.”

 

Il valore dell’AW139

La base di Catania ospita una flotta di sette AW139, anche se gli elicotteri possono essere ridislocati presso altre basi in funzione delle esigenze operative.

Quanto è importante l'AW139 per le operazioni della Guardia Costiera? “È indispensabile”, afferma Zecca. “Per noi questo elicottero è assolutamente fondamentale. La prima parola che mi viene in mente pensando all'AW139 è versatilità: ci offre tutte le capacità necessarie per svolgere un'ampia gamma di missioni. È un velivolo che combina velocità, autonomia ed endurance, caratteristiche essenziali per le missioni SAR, oltre a disporre di una cabina spaziosa.”

Per le operazioni SAR, gli AW139 sono equipaggiati con doppio verricello, radar e sistema Forward-Looking Infrared (FLIR). “Gli elicotteri che utilizziamo sono inoltre dotati della più recente suite avionica Phase 8”, spiega Messina. “Dal punto di vista del pilota, questo aggiornamento software rappresenta un miglioramento significativo. Ci offre una maggiore chiarezza nella visualizzazione delle informazioni e una migliore consapevolezza della situazione operativa, mettendo a nostra disposizione un numero ancora maggiore di informazioni, soprattutto quando operiamo in condizioni meteorologiche marginali.”

Quanto è importante il lavoro di squadra tra i membri dell'equipaggio? “Ogni missione richiede un coordinamento estremamente preciso in ogni sua fase”, commenta Roberto Vella, operatore di bordo/verricellista. “Dobbiamo avere piena fiducia gli uni negli altri. Noi membri dell'equipaggio di cabina ci affidiamo ai piloti affinché posizionino l'elicottero esattamente dove serve per consentirci di effettuare le operazioni di verricellamento. Allo stesso tempo, siamo i loro occhi nella parte posteriore dell'aeromobile.”

Anche l'aerosoccorritore Gianluca Capuano concorda: “Il SAR è un'attività estremamente dinamica. Se, ad esempio, dobbiamo calarci sul ponte di una nave che si muove continuamente con il moto ondoso, non esiste alcun margine di errore. Quando riceviamo una chiamata c'è sempre un momento di adrenalina, ma subito dopo tutta la nostra attenzione è rivolta alla missione: individuare la persona da soccorrere e portarle aiuto nel più breve tempo possibile.”

Trascorrendo del tempo con l'equipaggio, emerge chiaramente come l'addestramento rappresenti una componente fondamentale e costante della loro attività quotidiana. Le esercitazioni in volo vengono svolte regolarmente affinché ogni fase dell'operazione diventi un gesto naturale. Parallelamente, per garantire la massima disponibilità operativa della flotta AW139, presso la base opera un team di specialisti della manutenzione incaricato di eseguire gli interventi manutentivi e risolvere eventuali anomalie tecniche.

La tecnica di volo Emanuela Lozzia ha lavorato in passato nel settore del trasporto aereo di linea prima di intraprendere un percorso di riqualificazione tecnica nella Guardia Costiera. “Il nostro lavoro consiste nel garantire la piena prontezza operativa e assicurarci che gli elicotteri siano sempre disponibili al volo. Se si presenta un problema tecnico, dobbiamo intervenire rapidamente. Naturalmente, la sicurezza rimane sempre la nostra priorità assoluta.”

 

Motivazione e senso della missione

Mi incuriosisce capire perché Messina abbia scelto questa carriera. Qual è la motivazione che lo spinge?

“Prima di tutto amo volare, ma ancora più di questo c'è la consapevolezza di fare qualcosa di positivo e utile al servizio dei cittadini italiani. Siamo tutti profondamente coinvolti nel nostro lavoro e, sotto molti aspetti, è come far parte di una famiglia.
Non tutti i soccorsi hanno un esito positivo. Purtroppo ci troviamo ad affrontare situazioni in cui, nonostante l'impegno di tutti, alcune persone perdono la vita. Tutto ciò che possiamo fare è dare il massimo in ogni circostanza. Speriamo sempre nel migliore dei risultati, ma a volte non riusciamo a salvare delle vite. È una realtà dolorosa, ma sappiamo che fa parte del nostro lavoro.
Sono orgoglioso di pilotare l'AW139. Come equipaggio SAR siamo in continuo apprendimento. Questo non è un mestiere in cui si impara una volta per tutte. Ogni giorno cerchiamo di migliorarci.”

Un impegno costante a migliorarsi e a essere all'altezza del motto della Guardia Costiera che, in latino, recita: Omnia vincit animus. Lo spirito vince su tutto.

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