Rispondere a missioni di ogni tipo
L’Air Corps ha un legame unico con l’AW139: è stato il primo cliente ad aver acquistato la versione militarizzata dell’elicottero nel 2006 e da allora lo impiega senza sosta. Con il ventesimo anniversario ormai alle porte, la flotta è richiesta più che mai.
Il trasporto rapido ed efficiente di truppe e attrezzature è una delle funzioni principali degli AW139 dell'Air Corps, che operano con un equipaggio composto da due piloti e un operatore di bordo. L’elicottero svolge anche missioni HEMS (vedi sotto) e operazioni di verricello in ambiente terrestre e marittimo. È inoltre un asset operativo fondamentale per supportare l’Army Ranger Wing, il reparto d’élite delle forze speciali irlandesi, consentendo alle truppe di affinare competenze quali il fast-rope, una tecnica di discesa rapida con corda.
L’AW139 è inoltre equipaggiato per missioni di addestramento al tiro aereo e può essere impiegato nei mesi estivi per operazioni di spegnimento incendi dall’alto, utilizzando l’attrezzatura bambi bucket per contrastare gli incendi.
Salvare vite dal cielo
Un aspetto unico delle operazioni dell'AW139 dell'Air Corps è il servizio di supporto aeromedico di emergenza (EAS), un'operazione congiunta con l'Health Service Executive (HSE), l’ente sanitario nazionale irlandese, che fornisce una capacità di risposta rapida in tutta la nazione.
Per le missioni EAS l’equipaggio è composto da due piloti, un operatore di bordo e un paramedico specializzato del National Ambulance Service. Un AW139M dedicato opera dalla base militare Custume Barracks di Athlone, nella contea di Westmeath. Grazie a questa configurazione, i pazienti in condizioni critiche ricevono cure immediate sul posto e vengono poi trasportati rapidamente all’ospedale più adatto.
Il servizio è nato nel 2012 come prova di un anno; dall’estate di quello stesso anno l’AW139 ne è diventato la piattaforma definitiva. Da allora l’EAS ha completato oltre 4.500 missioni salvavita, con un elicottero dello Squadrone 301 sempre assegnato a questo compito.
All’interno ci sono due file di sedili e posto per un paziente in barella. L’equipaggiamento medico include il sistema LifePort, vasca rack dedicata, zaini paramedici, farmaci, sacche di sangue, defibrillatore e tavola spinale.
Il capitano Jason McDermott, comandante del distaccamento EAS e pilota dello Squadrone 301, spiega che l’equipaggio deve essere pronto a tutto: “Possiamo essere chiamati per un incidente stradale o per un’emergenza cardiaca. In genere siamo in volo entro dieci minuti dalla chiamata e il fatto che Athlone sia collocata al centro dell’Irlanda ci consente di arrivare molto rapidamente, soprattutto nelle aree rurali.”
Il collega, capitano Cayman Roe, descrive così il valore della missione: “Sai di fare davvero la differenza per chi ha bisogno. È una dimensione particolare del nostro lavoro, e mi piace molto. Inoltre l’AW139 offre potenza e tecnologia che apprezzo moltissimo: prima volavo un elicottero più piccolo e la differenza si sente.”
Il valore del gioco di squadra
Accanto agli equipaggi di volo c’è un’operazione di supporto a terra altrettanto cruciale. I tecnici dell’Air Corps, affiancati da un piccolo team di specialisti Leonardo integrati stabilmente, garantiscono che la flotta resti sempre operativa.

Durante la nostra permanenza assistiamo anche alla dettagliata pianificazione che precede ogni volo. Prima di ogni volo l’equipaggio partecipa a briefing strutturati sullo stato dell’elicottero, le condizioni meteorologiche e i dettagli della missione. La nostra visita coincide inoltre con la settimana di selezione dell’equipaggio, una serie di prove fisiche e mentali molto impegnative per individuare i futuri membri degli operatori di bordo. Ci sono addestramenti fisici, lezioni, presentazioni e il famoso e temuto “downwash test”.
Lo vediamo con i nostri occhi: i candidati devono lanciarsi da un ponte alto dodici metri nelle acque di un bacino artificiale a mezz’ora dalla base, per poi raggiungere la riva mentre vengono investiti dal potente flusso d’aria di un AW139 in volo stazionario a dieci metri di altezza. I soccorritori sono in acqua per garantire la sicurezza, ma la prova è comunque durissima.
“Gli schizzi generati dal downwash ti colpiscono come sassolini ed è difficile anche solo respirare”, racconta il comandante Eugene Mohan, responsabile dello Squadrone 301, che in quell’occasione era lui stesso in acqua come soccorritore. “La selezione è dura, ma dobbiamo trovare persone della giusta tempra.”
Uno sguardo al futuro
La flotta AW139M continuerà probabilmente a volare oltre il 2030, ma le Forze di Difesa irlandesi hanno già iniziato il processo per individuare un sostituto a lungo termine: è previsto l’acquisto di un elicottero più grande, un “super-medium”, e Leonardo intende proporre l’AW149.
Nel frattempo il governo irlandese ha in programma un’importante espansione del Casement Aerodrome per accogliere la crescita della flotta sia ad ala rotante che fissa.
A chiudere è ancora una volta il tenente colonnello O’Keeffe: “L’AW139 è parte integrante di ciò che facciamo nell’Air Corps. Siamo fieri di questa lunga collaborazione e la nostra storia con questo elicottero non è ancora finita. Ci sono ancora molti capitoli da scrivere.”
Il ruolo dell’AW139M nel più grande sequestro di cocaina della storia irlandese
Nel settembre 2023, una straordinaria operazione congiunta tra polizia, dogane e forze di difesa portò al più ingente sequestro di cocaina mai realizzato in Irlanda. Quando i ranger dell’Army Ranger Wing scesero con la tecnica del fast-rope da un AW139M dell’Air Corps sul cargo panamense MV Matthew, le autorità recuperarono 2,2 tonnellate di cocaina, per un valore di 157 milioni di euro.
Questa è una testimonianza personale di come si sono svolti gli eventi, raccontata da uno dei piloti coinvolti.

“La prima comunicazione sulla missione arrivò alle sette del mattino, con una telefonata che mi avvisava di una nave sospetta al largo della costa sud e della possibile necessità di un’intercettazione. La MV Matthew, proveniente dal Venezuela, aveva attraversato l’Atlantico. Dopo un’attività di sorveglianza, si decise di inviare la Marina per intercettarla.
La situazione era complessa. Ventiquattro ore prima un peschereccio, che probabilmente doveva incontrare la nave, si era incagliato e due membri dell’equipaggio erano stati recuperati con il verricello. Poco dopo, anche il capitano della Matthew aveva chiesto soccorso per un malore ed era stato evacuato.
Avevamo un equipaggio pronto. L’elicottero era configurato per il fast-rope ed equipaggiato con una mitragliatrice GPMG.
Una nave della Marina inseguiva la Matthew tentando di dirigerla verso Cork, ma l’equipaggio era ostile e cercava disperatamente di raggiungere le acque internazionali. A quel punto era chiaro che sarebbe stato necessario l’intervento delle forze speciali.
Volammo a Waterford, dove ci vennero illustrate le regole d’ingaggio, e imbarcammo il primo team di sette ranger. Da quel momento capii che era tutto reale. È stato surreale, ma poi scatta l’automatismo del pilota.
Ci avvicinammo da poppa, a circa 200 piedi di quota. Il mare era agitato, con vento tra i 15 e i 20 nodi e onde di tre-quattro metri: la nave rollava parecchio. Passai sul lato sinistro e poi mi posizionai a favore del vento, in volo stazionario stabile. I ranger scesero uno dopo l’altro da circa 55 piedi. Stando lì sopra al ponte capisci subito che non puoi sbagliare nulla.
Mentre scendevano, la nave continuava a manovrare, il che rendeva ancora più difficile mantenere l’elicottero perfettamente in posizione. Dal traffico radio si capiva che l’abbordaggio era “contestato”: c’era resistenza, ma nessuno sparò.
Tornammo a prendere altri due team di sette uomini, ripetendo la manovra. Mentre stavamo per imbarcare il quarto team, arrivò l’ordine di interrompere: la situazione era sotto controllo.
Ripensandoci oggi, quella missione è stato un esempio straordinario del contributo concreto dell’Air Corps alla sicurezza del Paese. È un giorno che non dimenticherò mai.”
• All’inizio dell’anno, otto uomini sono stati condannati a pene comprese tra 13 anni e mezzo e 20 anni per il loro coinvolgimento nell’operazione di narcotraffico.
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